La distorsione alla caviglia è uno degli infortuni più frequenti nel calcio. Può essere una cosa da pochi giorni o uno stop di due mesi, a seconda di quali legamenti sono coinvolti. Ecco come si classifica, come si cura oggi e quanto tempo serve per tornare in campo.
Cosa succede in una distorsione
Una distorsione avviene quando il piede si gira in modo innaturale e i legamenti che tengono insieme le ossa della caviglia vengono stirati oltre il loro limite. Nel calcio il caso più comune è la distorsione in inversione: il piede si piega verso l'interno, per esempio mettendo male il piede sul terreno, appoggiandolo sul piede di un avversario o in un contrasto.
In questo movimento si danneggiano i legamenti sul lato esterno della caviglia. Il primo a cedere è quasi sempre il legamento peroneo-astragalico anteriore; nelle distorsioni più gravi si lesiona anche il peroneo-calcaneare.
I gradi della distorsione e i tempi di recupero
| Grado | Cosa significa | Stop indicativo |
|---|---|---|
| Grado 1 lieve | Legamento stirato, poco gonfiore, si cammina quasi normalmente | pochi giorni – 2 settimane |
| Grado 2 moderata | Lesione parziale del legamento, gonfiore e livido evidenti, si cammina con dolore | circa 2–6 settimane |
| Grado 3 grave | Rottura completa di uno o più legamenti, caviglia instabile | circa 6–12 settimane |
Questi tempi sono indicativi. Nel calcio professionistico, con fisioterapia quotidiana, le distorsioni lievi spesso si risolvono in una o due partite saltate.
Il caso speciale: la distorsione alta
Esiste un tipo di distorsione che preoccupa di più: quella della sindesmosi, cioè dei legamenti che uniscono tibia e perone sopra la caviglia. Si chiama anche «distorsione alta» e succede di solito quando il piede ruota verso l'esterno, per esempio in un contrasto. Guarisce più lentamente di una distorsione normale: anche nei casi senza intervento lo stop è spesso di 6–8 settimane o più, e se la sindesmosi è instabile serve un'operazione per stabilizzarla.
Come si riconosce e quali esami servono
I segni tipici sono dolore sul lato esterno della caviglia, gonfiore che compare in poche ore e un livido nei giorni successivi. Il medico controlla la caviglia con test manuali per capire quanto è stabile.
Non sempre serve una radiografia. Per decidere i medici usano spesso le regole di Ottawa: la radiografia serve se il dolore è in punti precisi delle ossa o se il paziente non riesce a fare quattro passi. Per vedere bene i legamenti si usano l'ecografia o la risonanza magnetica, soprattutto se si sospetta una lesione della sindesmosi.
La terapia
Per anni la regola è stata il RICE (riposo, ghiaccio, compressione, sollevamento). Oggi l'approccio è un po' cambiato: si cerca di proteggere la caviglia nei primissimi giorni ma di muoverla presto, perché l'immobilizzazione lunga rallenta il recupero. Molti fisioterapisti seguono lo schema PEACE & LOVE, che nei primi giorni prevede protezione, elevazione, compressione e informazione, e poi carico progressivo, movimento ed esercizio.
Il percorso tipico:
- primi giorni: protezione con tutore o bendaggio, compressione e gamba sollevata per ridurre il gonfiore;
- appena possibile: si torna a caricare il peso e si recupera il movimento della caviglia;
- rinforzo: esercizi per i muscoli della gamba, soprattutto i peronieri;
- propriocezione: esercizi di equilibrio su una gamba e su superfici instabili, il passaggio più importante per non ricadere;
- ritorno in campo: corsa, cambi di direzione, salti e lavoro con il pallone, spesso con tutore o bendaggio funzionale nelle prime settimane.
L'intervento chirurgico è raro per le distorsioni laterali: si valuta solo se la caviglia resta instabile dopo mesi di riabilitazione o se ci sono altre lesioni, per esempio alla cartilagine o alla sindesmosi.
Il rischio di ricaduta
La distorsione alla caviglia ha una caratteristica antipatica: chi ne ha avuta una ha più probabilità di averne un'altra, soprattutto nell'anno successivo. Il motivo è che il legamento guarito resta meno «sensibile» e i riflessi che proteggono la caviglia funzionano peggio. Gli esercizi di equilibrio, se continuati anche dopo il rientro, riducono in modo importante le ricadute. Anche il tutore o il bendaggio funzionale aiutano nei primi mesi.
Distorsione alla caviglia e fantacalcio: cosa fare
- Leggi bene il comunicato. «Trauma distorsivo» da solo dice poco. Se si parla di sindesmosi o di lesione legamentosa, prepara un'alternativa per diverse settimane.
- Distorsione lieve: spesso il giocatore salta una partita o va in panchina. Guarda le notizie della vigilia e l'allenamento di rifinitura.
- Distorsione grave o alta: conta su almeno un mese e mezzo di stop. Se il regolamento lo permette, valuta un cambio.
- Attenzione alle ricadute. Un giocatore che ha avuto più distorsioni nella stessa stagione è a rischio: non sceglierlo come titolare sicuro.
Le schede dei giocatori su LEGAF mostrano presenze e voti giornata per giornata: le trovi nella pagina della Serie A. Tutti gli altri infortuni con i loro tempi di stop sono nella tabella degli infortuni nel calcio.