Infortuni

Rottura del legamento crociato anteriore: intervento e tempi di recupero

Redazione LEGAF · Pubblicato il 22 ottobre 2026 · 5 minuti di lettura

La rottura del legamento crociato anteriore è l'infortunio che ogni calciatore teme di più: significa quasi sempre intervento chirurgico e una stagione compromessa. Vediamo come succede, come si cura, quanto dura davvero il recupero e cosa fare se capita a un giocatore della tua squadra al fantacalcio.

Attenzione: questo articolo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico. In caso di trauma al ginocchio rivolgiti a un ortopedico o a un medico dello sport.

Cos'è il legamento crociato anteriore

Dentro il ginocchio ci sono due legamenti che si incrociano, da qui il nome: il crociato anteriore (in inglese ACL, anterior cruciate ligament) e il crociato posteriore. Il crociato anteriore collega il femore alla tibia e impedisce alla tibia di scivolare in avanti e di ruotare troppo. In pratica è quello che tiene stabile il ginocchio quando si cambia direzione.

Per un calciatore è fondamentale: senza un crociato funzionante il ginocchio «cede» nei cambi di direzione, nelle frenate e negli atterraggi, cioè nei movimenti che si fanno decine di volte in ogni partita.

Come si rompe il crociato

Contrariamente a quello che si pensa, nella maggior parte dei casi la rottura avviene senza contatto con un avversario. I meccanismi tipici sono:

Il giocatore spesso racconta di aver sentito un «crack» e di aver avuto la sensazione che il ginocchio uscisse di sede. Nelle ore successive il ginocchio si gonfia molto, perché dentro l'articolazione si raccoglie sangue (emartro).

Spesso il crociato non si rompe da solo: possono essere coinvolti anche il menisco e il legamento collaterale mediale. Gli esami servono anche a capire se ci sono lesioni associate, che allungano i tempi.

La diagnosi

Il medico fa prima dei test manuali sul ginocchio: i più conosciuti sono il test di Lachman e il pivot shift, che valutano quanto la tibia si sposta rispetto al femore. La conferma arriva dalla risonanza magnetica, che mostra anche lo stato di menischi, cartilagine e altri legamenti.

Per questo nei comunicati dei club si legge spesso prima «trauma distorsivo al ginocchio» e solo dopo uno o due giorni, con l'esito della risonanza, «lesione del legamento crociato anteriore».

La terapia: intervento chirurgico o no?

Per un calciatore professionista la strada è quasi sempre la ricostruzione chirurgica. Il legamento rotto non si ricuce: si sostituisce con un pezzo di tendine, chiamato innesto, prelevato di solito dallo stesso paziente. Le scelte più comuni sono:

InnestoDa dove si prendeNote
Semitendinoso e gracileDue tendini della parte interna e posteriore della cosciaMolto usato, incisione piccola
Tendine rotuleoParte centrale del tendine sotto la rotula, con due piccoli blocchi d'ossoConsiderato molto solido, a volte dà fastidio quando ci si inginocchia
Tendine quadricipitaleTendine sopra la rotulaSempre più usato negli ultimi anni

L'intervento si fa in artroscopia, cioè con piccoli fori e una telecamera. Spesso si aspetta qualche giorno o settimana perché il ginocchio si sgonfi e recuperi movimento: operare un ginocchio ancora molto infiammato può complicare la riabilitazione.

Il trattamento senza intervento (solo fisioterapia e rinforzo muscolare) esiste ed è un'opzione per chi non pratica sport con cambi di direzione. Per chi gioca a calcio ad alto livello è raro, perché il ginocchio resterebbe instabile e il rischio di danneggiare menischi e cartilagine sarebbe alto.

I tempi di recupero

Il recupero da una ricostruzione del crociato è lungo e procede per fasi. I tempi qui sotto sono indicativi e riguardano un recupero senza complicazioni:

FaseQuando, circaCosa si fa
Post-operatorioprime 2–6 settimaneControllo di dolore e gonfiore, recupero dell'estensione completa, si abbandonano le stampelle
Rinforzo2–4 mesiEsercizi di forza, bicicletta, equilibrio; si torna a correre in linea retta
Ritorno in campo4–6 mesiCorsa con cambi di direzione, salti, lavoro con il pallone
Rientro in gruppo6–8 mesiAllenamento con la squadra, prima senza contrasti poi completo
Ritorno in partitada 7–9 mesi in poiSpezzoni, poi partite intere

Negli ultimi anni i medici sportivi tendono a non avere fretta. Diversi studi indicano che chi torna a giocare prima dei 9 mesi ha un rischio più alto di rompere di nuovo il legamento, sullo stesso ginocchio o sull'altro. Per questo oggi il rientro non si decide solo in base al calendario, ma con test di forza, di salto e di corsa che confrontano la gamba operata con quella sana.

Anche dopo il rientro serve tempo per tornare ai livelli di prima: molti giocatori ritrovano il ritmo partita solo dopo diverse settimane, e il primo anno dopo l'infortunio è spesso a rendimento ridotto.

La prevenzione

Non tutti gli infortuni si possono evitare, ma i programmi di riscaldamento strutturato funzionano. Il più conosciuto è il FIFA 11+: una ventina di minuti di corsa, esercizi di forza, equilibrio e atterraggio, da fare prima dell'allenamento. Nei giocatori che lo seguono con regolarità gli infortuni al ginocchio diminuiscono in modo significativo. Contano anche la forza dei muscoli posteriori della coscia e il controllo del ginocchio negli atterraggi, che si allenano.

Crociato rotto e fantacalcio: cosa fare

Su LEGAF ogni calciatore ha una scheda con presenze, voti e fantavoti giornata per giornata: la trovi partendo dalla pagina della Serie A. Per un riepilogo dei tempi di stop di tutti gli infortuni più comuni leggi la nostra tabella degli infortuni nel calcio.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per recuperare dal crociato?

Per un calciatore professionista il ritorno in partita arriva di solito tra i 7 e i 9 mesi dopo l'intervento, spesso anche più tardi. Chi torna prima dei 9 mesi ha un rischio più alto di nuova rottura.

Il crociato rotto si opera sempre?

Per chi gioca a calcio quasi sempre sì, con una ricostruzione: il legamento si sostituisce con un innesto di tendine. Il trattamento senza intervento è un'opzione per chi non fa sport con cambi di direzione.

Come si capisce se il crociato è rotto?

I segnali tipici sono un «crack» al momento del trauma, la sensazione che il ginocchio esca di sede e un forte gonfiore nelle ore successive. La conferma arriva da visita ortopedica e risonanza magnetica.

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