«Lesione al bicipite femorale»: è una delle frasi che si leggono più spesso nei comunicati medici dei club, ed è una brutta notizia anche per chi ha quel giocatore al fantacalcio. Vediamo cos'è, come si classifica, quanto può durare lo stop e come regolarsi con la formazione.
Cos'è il bicipite femorale
Il bicipite femorale è uno dei tre muscoli della parte posteriore della coscia, chiamati nel loro insieme ischiocrurali (in inglese hamstrings); gli altri due sono il semitendinoso e il semimembranoso. Ha due parti, il capo lungo e il capo breve, e il suo lavoro è piegare il ginocchio ed estendere l'anca.
Nel calcio è sottoposto a uno stress enorme: negli scatti e nelle frenate deve «frenare» la gamba mentre si allunga. È proprio in queste fasi, soprattutto nello sprint ad alta velocità, che avviene la maggior parte degli infortuni.
Perché è l'infortunio muscolare più comune nel calcio
Gli studi sugli infortuni nel calcio professionistico mostrano che le lesioni degli ischiocrurali sono il singolo infortunio più frequente, e che il bicipite femorale è il muscolo più colpito del gruppo. I fattori che aumentano il rischio sono noti:
- un infortunio precedente allo stesso muscolo, il fattore di rischio più forte;
- la fatica, per esempio nei finali di partita o nei periodi con tante gare ravvicinate;
- l'età, perché il rischio cresce con gli anni;
- squilibri di forza tra i muscoli anteriori e posteriori della coscia;
- un rientro troppo rapido dopo uno stop.
I gradi della lesione e i tempi di recupero
Le lesioni muscolari si classificano in base a quante fibre sono coinvolte. Esistono classificazioni più dettagliate usate dai medici sportivi, ma quella in tre gradi è la più conosciuta:
| Grado | Cosa significa | Stop indicativo |
|---|---|---|
| Grado 1 elongazione / stiramento | Danno a poche fibre, dolore e rigidità, il muscolo funziona quasi normalmente | circa 1–3 settimane |
| Grado 2 lesione parziale («strappo») | Rottura di una parte delle fibre, dolore forte, perdita di forza | circa 3–8 settimane |
| Grado 3 lesione completa | Rottura totale del muscolo o distacco del tendine | 2–3 mesi e oltre, a volte con intervento chirurgico |
Questi tempi sono solo indicativi. Lo stop reale dipende dalla posizione della lesione (quelle che coinvolgono il tendine guariscono più lentamente), dall'età, dalla storia di infortuni del giocatore e dalle scelte dello staff medico. Nel calcio professionistico le notizie arrivano spesso a pezzi: il comunicato iniziale dice «lesione», e solo dopo gli esami si conosce la gravità.
Come si riconosce e come si cura
Il segnale tipico è un dolore improvviso, come una fitta, dietro la coscia durante uno scatto: il giocatore si ferma toccandosi il retro della gamba e spesso chiede il cambio. Nelle ore successive possono comparire gonfiore e un livido.
La diagnosi si conferma con un'ecografia o una risonanza magnetica, di solito nelle 24-72 ore dopo l'infortunio. Il percorso di recupero prevede in genere:
- riposo relativo e controllo del dolore nei primi giorni;
- fisioterapia ed esercizi di mobilità e forza, sempre più intensi;
- ritorno alla corsa, poi agli sprint e agli esercizi con il pallone;
- rientro in gruppo e solo alla fine in partita.
Il punto più delicato è il rischio di ricaduta, alto soprattutto nelle prime settimane dopo il rientro. Per questo i club tendono a far rientrare i giocatori gradualmente, magari prima con spezzoni dalla panchina.
La prevenzione
Tra gli esercizi di prevenzione il più studiato è il Nordic hamstring: in ginocchio, con le caviglie bloccate, ci si lascia cadere lentamente in avanti frenando con i muscoli posteriori della coscia. Inserito con regolarità negli allenamenti riduce in modo significativo il numero di infortuni.
Lesione al bicipite femorale e fantacalcio: cosa fare
Quando un tuo giocatore si ferma per una lesione al bicipite femorale, ecco come regolarti:
- Aspetta gli esami. Il primo comunicato dice poco: la differenza tra un grado 1 e un grado 2 può valere un mese di partite.
- Grado 1: di solito si salta una o due giornate. Inutile fare scelte drastiche, basta tenere pronta una riserva.
- Grado 2 o 3: lo stop è lungo. Se il regolamento lo permette, valuta il mercato: un titolare fermo per un mese pesa sui risultati.
- Al rientro, prudenza. Le prime partite dopo lo stop spesso sono spezzoni di pochi minuti, che al fantacalcio non valgono il voto. E il rischio di ricaduta è alto.
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