Infortuni

Pubalgia: cause, terapie e tempi di recupero

Redazione LEGAF · Pubblicato il 22 ottobre 2026 · 4 minuti di lettura

La pubalgia è uno degli infortuni più fastidiosi del calcio: non arriva quasi mai all'improvviso, può durare mesi e a volte costringe a giocare a mezzo servizio per gran parte della stagione. Vediamo cos'è, perché colpisce tanto i calciatori, come si cura e quanto tempo serve per guarire.

Attenzione: questo articolo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico. Un dolore all'inguine che dura da settimane va valutato da un medico: le cause possibili sono molte, alcune non legate allo sport.

Cos'è la pubalgia

«Pubalgia» vuol dire letteralmente «dolore al pube». Più che una malattia precisa è un nome generico per il dolore all'inguine negli sportivi, che può avere origini diverse. Nel 2014 un gruppo di esperti si è riunito a Doha per mettere ordine nei nomi e ha proposto una classificazione, chiamata accordo di Doha, che divide il dolore all'inguine degli sportivi in base alla zona da cui parte:

TipoDa dove parte il dolore
Legato agli adduttoriDai muscoli interni della coscia, vicino al pube: è il tipo più frequente nei calciatori
Legato all'ileopsoasDal muscolo flessore dell'anca, nella parte alta e davanti
Legato al canale inguinaleDalla parete addominale bassa, la zona che a volte viene chiamata «ernia dello sportivo»
Legato al pubeDall'articolazione tra le due ossa del pube (sinfisi pubica)

A volte il dolore viene anche dall'anca, per esempio per un conflitto tra femore e bacino, e si sente all'inguine. Capire quale di queste è la causa è il primo passo per curarla bene.

Perché colpisce i calciatori

Il pube è il punto in cui si incontrano due forze opposte: gli addominali, che tirano verso l'alto, e gli adduttori, che tirano verso il basso. Nel calcio questa zona è sollecitata in continuazione da tiri, cambi di direzione, scatti e contrasti. Se c'è uno squilibrio, per esempio adduttori forti e addominali deboli o un'anca poco mobile, i tessuti si sovraccaricano e nasce l'infiammazione.

Altri fattori che contano: carichi di lavoro troppo alti dopo un periodo di riposo, un precedente infortunio agli adduttori e i campi pesanti o molto duri.

I sintomi

La diagnosi si basa sulla visita, con test che individuano la zona del dolore. La risonanza magnetica e l'ecografia aiutano a vedere lo stato di tendini, muscoli e osso del pube.

La terapia

La cura della pubalgia è quasi sempre conservativa e si basa sull'esercizio, non sul riposo assoluto:

  1. ridurre i carichi che scatenano il dolore, cioè tiri, scatti e cambi di direzione, senza smettere del tutto di allenarsi;
  2. rinforzare adduttori, addominali e muscoli dell'anca con un programma graduale. Il programma più conosciuto è quello di Hölmich, basato su esercizi di forza e di stabilità per il tronco e il bacino;
  3. migliorare la mobilità dell'anca se è limitata;
  4. ritorno graduale alla corsa, ai cambi di direzione e ai tiri.

Antinfiammatori o infiltrazioni possono aiutare a controllare il dolore in alcune fasi, ma non risolvono il problema se non si corregge il sovraccarico.

Quando il dolore non passa dopo alcuni mesi di riabilitazione ben fatta, si può valutare l'intervento chirurgico. Il tipo dipende dalla causa: per esempio un rinforzo della parete addominale nella zona inguinale, o un intervento sul tendine degli adduttori.

I tempi di recupero

SituazioneTempo indicativo
Pubalgia presa in tempo, trattata con esercizicirca 6–12 settimane
Pubalgia trascurata o cronicaanche 3–6 mesi
Dopo intervento chirurgicocirca 4–8 settimane dall'operazione, a seconda del tipo

Il problema della pubalgia è che spesso i giocatori continuano a giocare con il dolore, con antinfiammatori e terapie, e lo stop vero arriva solo quando non riescono più a calciare. Più si aspetta, più i tempi si allungano.

Pubalgia e fantacalcio: cosa fare

Per capire se un giocatore sta davvero giocando con continuità, guarda la sua scheda su LEGAF con presenze e voti giornata per giornata: la trovi partendo dalla pagina della Serie A. Gli altri infortuni sono riassunti nella tabella degli infortuni nel calcio.

Domande frequenti

Quanto dura la pubalgia?

Se presa in tempo e trattata con un programma di esercizi, di solito 6-12 settimane. Una pubalgia trascurata o cronica può durare 3-6 mesi. Dopo un eventuale intervento servono circa 4-8 settimane.

Con la pubalgia si può giocare?

Molti calciatori continuano a giocare con il dolore, ma rendono meno e rischiano di allungare i tempi di guarigione. La scelta va fatta con lo staff medico.

Qual è la cura migliore per la pubalgia?

Nella maggior parte dei casi un programma di esercizi graduale per rinforzare adduttori, addominali e muscoli dell'anca, riducendo i gesti che scatenano il dolore. L'intervento si valuta solo se la riabilitazione non funziona.

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