La pubalgia è uno degli infortuni più fastidiosi del calcio: non arriva quasi mai all'improvviso, può durare mesi e a volte costringe a giocare a mezzo servizio per gran parte della stagione. Vediamo cos'è, perché colpisce tanto i calciatori, come si cura e quanto tempo serve per guarire.
Cos'è la pubalgia
«Pubalgia» vuol dire letteralmente «dolore al pube». Più che una malattia precisa è un nome generico per il dolore all'inguine negli sportivi, che può avere origini diverse. Nel 2014 un gruppo di esperti si è riunito a Doha per mettere ordine nei nomi e ha proposto una classificazione, chiamata accordo di Doha, che divide il dolore all'inguine degli sportivi in base alla zona da cui parte:
| Tipo | Da dove parte il dolore |
|---|---|
| Legato agli adduttori | Dai muscoli interni della coscia, vicino al pube: è il tipo più frequente nei calciatori |
| Legato all'ileopsoas | Dal muscolo flessore dell'anca, nella parte alta e davanti |
| Legato al canale inguinale | Dalla parete addominale bassa, la zona che a volte viene chiamata «ernia dello sportivo» |
| Legato al pube | Dall'articolazione tra le due ossa del pube (sinfisi pubica) |
A volte il dolore viene anche dall'anca, per esempio per un conflitto tra femore e bacino, e si sente all'inguine. Capire quale di queste è la causa è il primo passo per curarla bene.
Perché colpisce i calciatori
Il pube è il punto in cui si incontrano due forze opposte: gli addominali, che tirano verso l'alto, e gli adduttori, che tirano verso il basso. Nel calcio questa zona è sollecitata in continuazione da tiri, cambi di direzione, scatti e contrasti. Se c'è uno squilibrio, per esempio adduttori forti e addominali deboli o un'anca poco mobile, i tessuti si sovraccaricano e nasce l'infiammazione.
Altri fattori che contano: carichi di lavoro troppo alti dopo un periodo di riposo, un precedente infortunio agli adduttori e i campi pesanti o molto duri.
I sintomi
- dolore all'inguine, a volte su un lato solo, a volte su entrambi;
- il dolore spesso compare all'inizio dell'allenamento, migliora con il riscaldamento e torna più forte dopo;
- fa male calciare, cambiare direzione, scattare, a volte anche tossire o alzarsi dal letto al mattino;
- con il tempo il dolore può arrivare anche durante le attività normali.
La diagnosi si basa sulla visita, con test che individuano la zona del dolore. La risonanza magnetica e l'ecografia aiutano a vedere lo stato di tendini, muscoli e osso del pube.
La terapia
La cura della pubalgia è quasi sempre conservativa e si basa sull'esercizio, non sul riposo assoluto:
- ridurre i carichi che scatenano il dolore, cioè tiri, scatti e cambi di direzione, senza smettere del tutto di allenarsi;
- rinforzare adduttori, addominali e muscoli dell'anca con un programma graduale. Il programma più conosciuto è quello di Hölmich, basato su esercizi di forza e di stabilità per il tronco e il bacino;
- migliorare la mobilità dell'anca se è limitata;
- ritorno graduale alla corsa, ai cambi di direzione e ai tiri.
Antinfiammatori o infiltrazioni possono aiutare a controllare il dolore in alcune fasi, ma non risolvono il problema se non si corregge il sovraccarico.
Quando il dolore non passa dopo alcuni mesi di riabilitazione ben fatta, si può valutare l'intervento chirurgico. Il tipo dipende dalla causa: per esempio un rinforzo della parete addominale nella zona inguinale, o un intervento sul tendine degli adduttori.
I tempi di recupero
| Situazione | Tempo indicativo |
|---|---|
| Pubalgia presa in tempo, trattata con esercizi | circa 6–12 settimane |
| Pubalgia trascurata o cronica | anche 3–6 mesi |
| Dopo intervento chirurgico | circa 4–8 settimane dall'operazione, a seconda del tipo |
Il problema della pubalgia è che spesso i giocatori continuano a giocare con il dolore, con antinfiammatori e terapie, e lo stop vero arriva solo quando non riescono più a calciare. Più si aspetta, più i tempi si allungano.
Pubalgia e fantacalcio: cosa fare
- È un infortunio «a singhiozzo». Un giocatore con la pubalgia può alternare partite giocate, panchine e turni di riposo: è difficile prevedere quando sarà in campo.
- Il rendimento cala anche quando gioca. Chi ha dolore all'inguine scatta e calcia peggio: spesso i voti scendono prima ancora dello stop.
- Se lo staff decide di fermarlo, conta su almeno un mese e mezzo. Se si parla di intervento, prepara un'alternativa per due mesi.
- All'asta, informati. Un giocatore che ha avuto la pubalgia nella stagione precedente può avere ricadute: meglio non pagarlo come un titolare sicuro.
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