Infortuni

Lesione agli adduttori: cause, terapia e tempi di recupero

Redazione LEGAF · Pubblicato il 22 ottobre 2026 · 3 minuti di lettura

Lesioni e stiramenti agli adduttori sono tra gli infortuni muscolari più comuni nel calcio, secondi solo a quelli del bicipite femorale. Calciare, cambiare direzione, allungarsi per prendere palla: sono tutti movimenti che li mettono sotto sforzo. Ecco cosa sono, come si curano e quanto dura lo stop.

Attenzione: questo articolo ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico. Se hai dolore all'inguine o all'interno della coscia rivolgiti a un medico o a un fisioterapista.

Cosa sono gli adduttori

Gli adduttori sono un gruppo di muscoli sulla parte interna della coscia, che partono dal bacino (dall'osso del pube) e arrivano al femore. Il loro lavoro è avvicinare la gamba all'altra e stabilizzare il bacino. Il gruppo comprende l'adduttore lungo, l'adduttore breve, il grande adduttore, il pettineo e il gracile.

Il più colpito nel calcio è l'adduttore lungo, soprattutto vicino al punto in cui si attacca al pube o nella zona di passaggio tra muscolo e tendine.

Perché si infortunano nel calcio

Gli adduttori lavorano moltissimo nei gesti tipici del calcio:

Come per gli altri muscoli, i fattori di rischio principali sono un infortunio precedente, la fatica e una forza ridotta degli adduttori rispetto agli altri muscoli dell'anca.

I gradi della lesione e i tempi di recupero

GradoCosa significaStop indicativo
Grado 1
elongazione / stiramento
Poche fibre coinvolte, fastidio quando si calcia o si allarga la gambacirca 1–2 settimane
Grado 2
lesione parziale
Rottura di una parte delle fibre, dolore forte e perdita di forzacirca 3–6 settimane
Grado 3
lesione completa o distacco
Rottura totale del muscolo o distacco del tendine dal pube2–3 mesi e oltre, a volte con intervento

I tempi sono indicativi: le lesioni che coinvolgono il tendine, o che sono vicine all'attacco sul pube, guariscono più lentamente di quelle nella parte carnosa del muscolo.

Come si riconosce

Il segnale tipico è un dolore improvviso nella parte interna della coscia o all'inguine, durante un tiro o un cambio di direzione. Fa male quando si stringono le gambe contro resistenza e quando si allarga la gamba. Nei giorni dopo può comparire un livido sulla parte interna della coscia.

La diagnosi si fa con la visita e si conferma con l'ecografia o la risonanza magnetica, che misurano l'estensione della lesione.

La terapia

Quasi sempre la cura è conservativa:

  1. nei primi giorni riposo relativo: si evitano tiri, scatti e allargamenti, ma non si sta fermi del tutto;
  2. esercizi isometrici, cioè contrazioni senza movimento, già dalle prime fasi se non danno dolore;
  3. rinforzo progressivo degli adduttori e dei muscoli del tronco e dell'anca;
  4. ritorno alla corsa, poi ai cambi di direzione e infine ai tiri, aumentando la distanza e la potenza un po' alla volta;
  5. rientro in gruppo e in partita.

L'intervento chirurgico si valuta solo quando il tendine si stacca completamente dall'osso, un caso raro.

La prevenzione: l'esercizio Copenhagen

L'esercizio più studiato per prevenire gli infortuni agli adduttori si chiama Copenhagen: si sta in posizione di plank laterale con la gamba di sopra appoggiata su una panca o sorretta da un compagno, e si solleva il bacino usando gli adduttori. Gli studi mostrano che, inserito con regolarità negli allenamenti, riduce in modo importante gli infortuni all'inguine nei calciatori.

Adduttori e pubalgia: non sono la stessa cosa

Una lesione agli adduttori è un infortunio acuto, con un momento preciso in cui fa male. La pubalgia invece è un dolore all'inguine che si sviluppa nel tempo, spesso senza un singolo episodio. Le due cose possono essere collegate: un problema agli adduttori trascurato può diventare un dolore cronico.

Adduttori e fantacalcio: cosa fare

Per vedere come sta rendendo un giocatore dopo il rientro, guarda la sua scheda su LEGAF partendo dalla pagina della Serie A. Tutti gli altri infortuni sono nella tabella degli infortuni nel calcio.

Domande frequenti

Quanto dura uno stiramento agli adduttori?

Uno stiramento (grado 1) di solito 1-2 settimane. Una lesione parziale (grado 2) circa 3-6 settimane, una lesione completa o un distacco del tendine 2-3 mesi o più.

Che differenza c'è tra lesione agli adduttori e pubalgia?

La lesione agli adduttori è un infortunio improvviso, con un momento preciso in cui fa male. La pubalgia è un dolore all'inguine che cresce nel tempo, spesso senza un singolo episodio.

Come si prevengono gli infortuni agli adduttori?

Con il rinforzo regolare di adduttori e muscoli del tronco. L'esercizio più studiato è il Copenhagen, una sorta di plank laterale con la gamba di sopra appoggiata su una panca.

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